Il tappeto “persiano”
27/12/2010
È consuetudine occidentale considerare il tappeto “persiano” un sinonimo del tappeto classico e di buona qualità. Esso si manifestò in passato attraverso produzioni valorizzate da lungimiranti politiche d’esportazione e consolidata abilità artigianale: poi conquistò il mercato inglese e l’intero
continente occidentale.
Il perché di una vocazione produttiva: condizioni climatiche e morfologia del sito facilitarono l’allevamento del bestiame, da cui ricavare la lana per i filati; localizzazione geografica assai favorevole al flusso migratorio
e al transito commerciale: da qui il consolidarsi di vie carovaniere e vere e proprie cittadine commerciali; varietà della popolazione e relativi interscambi culturali.
Il 1800 segna l’apice nella manifattura tessile del tappeto, non più realizzato per la quotidianità, ma atto a “soddisfare” un mercato tanto lontano quanto differente. La produzione si concentrò nelle principali città alle quali i manufatti strapparono involontariamente il nome e nelle periferie dove i primi mercanti ed imprenditori ricercavano manodopera a basso costo. La “Persia” (attuale IRAN) seppe gestire il proprio potenziale creativo e economico tanto che nel 1936 venne fondata, su volere dell’allora Scià REZA PAHLAVI, la SHERKATE FARSH (Compagnia del Tappeto) che per un trentennio seppe regolamentare buona parte della produzione. La ricerca
di profitto esasperato portò con gli anni ’80 una produzione smisurata e dozzinale, ignara di quelle regole manifatturiere che nei decenni avevano contraddistinto il tappeto persiano.
I tappeti persiani possono essere classificati in due categorie: tappeti di laboratorio e tappeti di villaggio.
I tappeti di laboratorio (tra i quali
Kashan Isfahan Kerman Qum Tabriz) prevedono l’utilizzo di cotone per la struttura e di lana per il vello. Lo schema decorativo è di tipo simmetrico a carattere floreale. Presentano estrema finezza dei nodi e cura per i dettagli.
I tappeti di villaggio (tra i quali Heriz Ferahan Sarough Lilion Bakhtiari) utilizzano la lana sia per la struttura che per il vello. Lo schema decorativo è più semplificato e di carattere geometrico.
Per gli amanti del tappeto persiano l’invito è dunque quello di focalizzare l’attenzione su esemplari di vecchia manifattura, unici dal punto di vista decorativo e cromatico.
