Aubusson

Il nome aubusson deriva dall’omonima cittadina francese nella regione del Limousin. Non si tratta di un tappeto, ma di un tessuto decorativo nato dall’intreccio di fili di trama ed ordito abilmente connessi.

La tecnica è quella dell’arazzo e la differenza sta nelle tematiche trattate, nel primo figurate e osservabili da un preciso verso, e nell’aubusson astratte ed orientate su due assi di simmetria.

L’aubusson (definito anche “tappeto raso”) si ispira ai tappeti mediorientali e va posizionato a terra. Dal 1200 una serie di influenze esterne coinvolsero l’Europa (pensiamo alla conquista araba del Medio Oriente e alle conquiste crociate). La manifattura di Aubusson, già rinomata per gli arazzi e le tappezzerie tessili, conquista dalla prima metà del 1700 le principali corti europee e viene descritta come una vera e propria collettività di piccoli laboratori tessili. La cittadina sopperisce alla posizione geografica non “ottimale”, importando lana e cotone dai mercati nazionali e dalla stessa Inghilterra. A consacrare la produzione di aubusson, quello consegnato nel 1745 al Cardinale di Rohan, con dimensioni che si aggirano sui 6.30 x 5.00 metri.

Se nei primi esemplari era palese un’influenza stilistica mediorientale, successivamente gli aubusson delineano un preciso stile francese, con impianto simmetrico di tipo floreale, elementi decorativi alla maniera pittorica, come rosoni centrali, ghirlande abilmente fiorite, fregi, elementi vegetali e foglie. Negli esemplari successivi la decorazione si fa più rigida col trionfo del classico tornato in auge dopo gli scavi di Pompei. I colori del fondo sono generalmente pacati: nella decorazione spiccano il bordeaux, il rosa ed il blu, assai rilevanti le dimensioni.

Se la Rivoluzione segna il declino dell’aubusson, espressione del lusso, dalla seconda metà dal 1980 circa si ha una parziale ripresa della produzione. Si tratta di repliche di esemplari antichi riproposti con dimensioni più contenute. Se piccoli laboratori cinesi iniziano a lavorare con materiali di prima scelta e coloranti vegetali, una massiccia produzione “industriale” invade il mercato con prodotti seriali e scadenti, oppure differenti, come i “piccolo punto”. Essendo un tessuto, l’aubusson va cautamente posizionato in ambienti vissuti, magari affiancandolo ad un prodotto antiscivolo. Maggior cautela va inoltre prestata nelle operazioni di manutenzione e lavaggio degli aubusson.